sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua!

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. 
Susanna Tamaro

Pecore e agnelli nel sottomura di Ferrara: sono tornate anche quest'anno!
Ancora una volta, come già qualche anno fa, prendo in prestito le parole di Susanna Tamaro per augurarvi buona Pasqua! E vi suggerisco nel frattempo un interessante articolo del Fatto Quotidiano, a proposito del "tradizionale" massacro degli agnelli in occasione di questa festività. La sensibilità degli italiani per fortuna sta cambiando e il consumo di carne d'agnello diminuisce ad ogni nuova Pasqua, anche se non mancano polemiche, strumentalizzazioni e banalizzazioni attorno a queste tematiche. Possiamo domandarci se è giusto continuare a mangiare maiale e manzo, risparmiando un agnellino di poche settimane; possiamo chiederci anche se è giusto boicottare il lavoro (o almeno una sua parte) dei pastori italiani; possiamo altrettanto riflettere sui tempi che cambiano e le tradizioni che vale la pena conservare. Per come la vedo io, abbraccio in pieno il pensiero espresso dall'articolo: il mondo è cambiato, così come la nostra alimentazione e sta trasformandosi anche la nostra sensibilità, i mestieri si adeguano pur sempre alle richieste del mercato e non è sacrilegio pensare di risparmiare la vita di creature venute al mondo da pochi giorni. Che poi questo non conduca immediatamente ad abbracciare una dieta interamente vegetariana, è pur sempre qualcosa, è pur sempre un inizio. Non credete anche voi? Buona Pasqua a tutti!

giovedì 6 aprile 2017

"L'ombra del gattopardo" di Giuseppe Festa

Ormai lo sapete, adoro la penna di Giuseppe Festa, già autore de "Il passaggio dell'orso" e "La luna è dei lupi". I suoi romanzi sono tutti ambientati in Italia, nella nostra natura meravigliosa che tanto spesso sottostimiamo proprio in quanto così vicina, pensando che l'Amazzonia da salvare si trovi - appunto - solo in Amazzonia. In realtà esistono tante piccole Amazzonie proprio qui in Italia, e Giuseppe Festa ce lo ricorda con storie semplici, lineari, credibili, ma anche toccanti, emozionanti e poetiche. Come già per le vicende narrate ne "Il passaggio dell'orso", anche in questo caso lo scenario è il Parco Nazionale d'Abruzzo, ma protagonista indiscusso del libro non è necessariamente un animale, piuttosto un mistero da chiarire: tutto ruota attorno alla mitologica figura del "gattopardo" o "lupo cerviero", felino selvatico leggendario che abiterebbe da secoli i boschi abruzzesi, senza essersi mai fatto avvistare abbastanza chiaramente da uscire dai detti popolari, per entrare a pieno diritto nella scienza. E così, quando si iniziano a rinvenire macabri ritrovamenti di animali sbranati e decapitati, insieme ad alcune orme fresche di un felino di grossa taglia, l'impossibilità di spiegare gli accadimenti e una buona dose di suggestione portano i responsabili del Parco ad avviare una caccia (fotografica) al gattopardo, tra perlustrazioni nel bosco e ricerche nelle credenze popolari.



Le vicende proseguono veloci, tra gli scenari mozzafiato della nostra bellissima Italia e i paesaggi solitari, quasi alieni, della Finlandia, dove uno dei protagonisti si reca per fare pratica di fotografia naturalistica. L'idea sarebbe infatti di appostarsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo per scattare una foto al felino imprendibile e dimostrare così la sua esistenza, avviando quindi una seria ricerca scientifica su di esso. Ma il gattopardo esiste davvero o è solo una leggenda? E gli orrori dei quali viene considerato responsabile saranno davvero suoi, o piuttosto è diventato un capro espiatorio per vicende di ben diversa natura? 
Il lettore sa che il gattopardo esiste davvero, e anzi si tratta di una "gattoparda" con cucciolata al seguito, per la quale caccia ed uccide le sue prede: per tutto il libro quindi, sappiamo che la felina può essere rintracciata davvero. Eppure non riusciamo a provare un reale desiderio che il gattopardo possa essere trovato, nonostante la ferinità delle sue azioni, così cruente  ma anche così giuste e appropriate, in una natura selvatica. E alla resa dei conti, a fronte di una natura da tutelare e un'ambizione umana che spesso non conosce limiti, il libro risolve tutti gli interrogativi tranne uno, il più importante: il gattopardo resterà nell'ombra, resterà mistero, resterà al sicuro. Una storia meravigliosa, ancora una volta. Grazie Giuseppe Festa.

sabato 1 aprile 2017

Manuale di istruzioni per il tuo gatto!

Buon primo aprile! Oggi, per rispettare lo spirito goliardico che tradizionalmente dovrebbe animare questa giornata, ho pensato di proporvi un video tutto scherzoso dedicato al nostro simpatico felino domestico. "Manuale di istruzioni per il tuo gatto" infatti è un piccolo condensato di battute ma anche grandi verità su com'è la vita con un micio...  tra gioie, contraddizioni e qualche inevitabile difficoltà!


Che ne dite, possiamo considerarlo un inoffensivo "pesce d'aprile" per i noi e i nostri gatti? In ogni caso, buon inizio di aprile a tutti e buon fine settimana!

mercoledì 29 marzo 2017

Adottare animali a beneficio dei propri bambini: una scelta su cui riflettere

I tempi cambiano, le idee mutano e così anche le consuetudini nel nostro rapporto con gli animali domestici, nel bene e nel male. Circa venticinque anni fa ricordo ancora mia madre che, alle mie richieste da bambina sull'adottare un gatto, mi rispondeva "No, sporca troppo" (naturalmente poi abbiamo adottato più di un gatto, in barba alle sue scuse). Conosco famiglie che per anni hanno evitato di accogliere un micio, per timore che questo fosse fonte di germi o allergie per i bambini; oppure casi in cui, dopo aver introdotto un gatto nel nucleo famigliare, questo non fosse poi ammesso in casa proprio in quanto considerato "sporco" e veicolo di microbi. Negli ultimi decenni queste convinzioni sono mutate radicalmente e anzi, dopo un periodo di vera e propria demonizzazione del cane e del gatto quali fonti di potenziale pericolo, germi e sporcizia, si è passati forse all'estremo opposto. Oggi i cani dormono con noi nella nostra camera da letto e i gatti zampettano tranquillamente sui ripiani della nostra cucina: è sparita completamente la preoccupazione per la loro "sporcizia" e si è passati alla visione dell' "animale-vaccino", soprattutto in relazione a bambini piccoli e piccolissimi. Secondo alcuni studi infatti, tenere un cane o un gatto stimolerebbe in modo blando il sistema immunitario e preserverebbe così dallo sviluppare le allergie, in particolare in certe fasi dello sviluppo. E da qui siamo passati quindi a tutta una corrente di pensiero che vede il cane o il gatto adottati quasi solo per questo scopo: "perchè fanno bene" al neonato o al bambino, così come a noi. 


Ma è giusto adottare un animale in virtù di queste sue "potenzialità terapeutiche"? Ovviamente la risposta che mi sento di dare è, almeno parzialmente, negativa: non dovrebbe essere la motivazione primaria che porta una famiglia a visitare un gattile o un canile. Oltre alle ragioni più marcatamente sanitarie, ci sono poi altri motivi vagamente "di moda" che inducono una famiglia ad adottare un animale sempre "per il bene del pargolo": la presenza di un animale da compagnia sarebbe infatti importantissima per le future relazioni del bambino, il quale imparando a rapportarsi con un cane o un gatto, svilupperebbe intanto empatia, sensibilità e apertura mentale. Il che è tutto vero, naturalmente, ma andrebbero fatte alcune precisazioni in merito, per evitare di scadere in una pericolosa filosofia spicciola: non basta adottare un cane o un gatto perchè il bambino cresca magicamente empatico, rispettoso e mentalmente aperto agli altri, anzi. Adottare animali in presenza di bambini piccoli e molto piccoli implica piuttosto un serio (e meraviglioso, intendiamoci) "lavoro" con il bambino, affinchè questo non consideri istintivamente il cane o il gatto l'ennesimo gioco a sua disposizione, ma un'altra creatura con cui costruire una relazione di rispetto, affetto, complicità e responsabilità. Affiancare un animale domestico a un bambino piccolo, senza poi curarsi di "educare" il loro rapporto, potrebbe invece implicare spiacevolissime sorprese per il piccolo umano, ma anche stress quotidiano per l'animale. Consideriamo infatti che i bambini (in particolare tra i 3 e i 5 anni) possono avere comportamenti imprevedibili e sono sicuramente inconsapevoli delle esigenze reali di un animale domestico, in particolare del gatto, molto più "lunatico", indipendente e istintivo del cane. Ci vuole quindi buon senso nell'adozione e tempo a disposizione per curare i rapporti all'interno della propria famiglia "allargata", per tutelare il bene sia dei bambini che degli animali. 


Possiamo trovare molte ragioni, purtroppo non sempre valide, per scegliere di adottare un cane o un gatto: perchè ci regala affetto e gioia, perchè "fa bene" alla salute, perchè "educa" al rapporto con l'altro, perchè ci riempie una casa che sarebbe diversamente troppo vuota, perchè abbiamo bisogno di una novità nella nostra quotidianità. Ma la verità è che adottare un animale domestico deve essere una scelta dettata prima di tutto da consapevolezza e amore, in tutte le sue sfaccettature: e per questo occorre valutare la nostra famiglia e le sue possibilità di accogliere/gestire positivamente un membro "non umano". Questo vale in tutti i casi, ma ancora di più se si hanno bambini piccoli o situazioni particolari che richiedono da parte nostra cura e attenzione. La compagnia di un cane o di un gatto nella nostra vita dà innegabilmente benefici impagabili: affetto spontaneo e genuino, la sensazione piacevole data dal prenderci cura di qualcuno che ci ama e a suo modo si prende cura di noi. Vedere bambini e animali crescere insieme è meraviglioso e la presenza di un cane o un gatto in famiglia arricchisce moltissimo qualsiasi infanzia, ma non dobbiamo pensare che il rapporto spontaneo tra animali e bambini non richieda attenzione da parte nostra. Non è scontato che l'animale sia perennemente disposto ad accettare pazientemente e senza conseguenze le eventuali situazioni stressanti nella vita famigliare, così come non dobbiamo farci l'idea dell'animale come "panacea" per i nostri figli. Occorre equilibrio, consapevolezza, responsabilità, come in ogni buona scelta di vita. Altrimenti l'esperienza potrebbe rivelarsi controproducente per noi, per i nostri famigliari umani e per gli animali.

sabato 25 marzo 2017

Aria di primavera (2017 - 1)

Ufficialmente è il primo weekend di primavera, ma le temperature sono così alte che sembra di essere un mese avanti rispetto al calendario! I prati sono punteggiati di margherite, violette, “occhi della Madonna” e tanti altri fiorellini spontanei… gli alberi da frutto sono dei veri e propri bouquet, totem floreali che richiamano a danzare attorno a loro api e bombi… gli uccellini indaffarati riempiono di cinguettii l’aria, mentre i raggi del sole scaldano di nuovo...





I bulbi stanno sbocciando uno dopo l’altro: ormai sono già sfioriti i narcisi, è il turno di mughetti e giacinti, ma si allungano sempre di più anche gli iris, per il prossimo maggio. Io attendo speranzosa che spuntino anche gli amarillys che ho messo a dimora in autunno, sono tra i miei fiori preferiti e spero che mi diano una spettacolare fioritura per il mio compleanno. 





Nel frattempo, con l’arrivo della bella stagione tornano anche i lavori in giardino: piantare nuove piante, seminarne altre, tagliare l’erba che sta già crescendo rigogliosa. Solo gli alberi, in tutto questo tripudio di gemme, boccioli e petali, se la stanno prendendo comoda: che diffidino di questa primavera dirompente e temano un colpo di coda del freddo? Il loro verdeggiare è ancora un po’ indietro, ma sono convinta che tra una sola settimana i giardini prenderanno tutte le sfumature più smeraldine, tra foglie e foglioline appena spuntate. 






Paciocca si gode il sole, la campagna e il giardinaggio in compagnia: si vede quanto anche i gatti amino la bella stagione! E inizia già a perdere il pelo… quanto a me, vivo sempre il passaggio tra inverno e primavera con un po’ di indolenza, che talvolta diventa vera e propria spossatezza psicofisica: dormirei sempre e anche le comuni azioni quotidiane mi paiono più faticose del normale! Figuriamoci quindi il blog, che mi piacerebbe fosse aggiornato con più assiduità e impeto: resta invece una delle ultime (pur sempre piacevoli) cose da fare, al termine della settimana. 



Questo primo fine settimana di primavera vede anche il ritorno dell’ora legale: questa notte si dorme un’ora in meno (povera me!). Concludo questo post con una bella citazione di Fabrizio Caramagna dedicato a questa nuova stagione appena iniziata: "Questo mi dice un campo luminoso di primavera: semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità".
Buona primavera a tutti!