sabato 8 luglio 2017

In ricordo di Alice, gatta dalle molte vite

Circa un anno fa Filippo, che avete già conosciuto grazie alla storia di Dinah e Maud, salutava per l'ultima volta la sua adorata gatta Alice, che è salita sul Ponte dell'Arcobaleno dopo 18 anni di vita trascorsa insieme. Filippo ha scritto un testo in memoria della sua gatta, più semplicemente un discorso di commiato, pieno di sentimento e gratitudine... e, dopo averlo letto, ho pensato che fosse giusto non restasse solo uno scritto privato, perchè grazie alle sue bellissime parole possiamo salutare anche noi Alice. Un anno fa se ne andava questa straordinaria micia e un anno fa Filippo la piangeva così. Oggi tutti noi la ricordiamo insieme, con affetto e un pizzico di inevitabile nostalgia. Per Alice.



Oggi se ne va un grande gatto. Alice ci lascia in maniera discreta, come discretamente è vissuta al nostro fianco per più di 18 anni. 
È stata una gatta dalle molte vite, come tutti i gatti, direte voi: nata semi-randagia, poi gattina adottata da studenti universitari, e infine gatta borghese.
Le piacevano i croccantini, le carezze, guardare la televisione sdraiata sul letto, dormire acciambellata tra le nostre braccia, le buste di carta che facevano rumore.
Detestava i cani, viaggiare, e più di ogni altra cosa le porte chiuse, che le davano l'impressione di essere tenuta fuori da qualcosa di interessante.
Ha percorso in lungo e in largo la Toscana, trascorrendo le vacanze d'estate con noi in campagna quando la città era troppo calda.




Odiava il viaggio e il trasportino, ma amava il giardino, gli odori, il silenzio, gli alberi. Più di ogni altra cosa le piacevano i tramonti, che osservava dalla soglia della casa, godendosi il fresco della sera.
Negli anni, suoi saltuari compagni furono la sua unica figlia, due tartarughe, ultimamente un cane che era terrorizzato da lei, ma soprattutto un merlo con cui intratteneva un ambiguo rapporto. Lui veniva tutti i giorni in terrazzo a bere dalla sua ciotola, non so se per necessità, per amore del rischio o perché era affascinato da lei. Non ho nessuna esperienza del cuore di un merlo. Alice lo spiava nascosta dietro la tenda, e mai una volta ha tentato di saltargli addosso e il merlo fingeva di non accorgersi della sua presenza, credo per non umiliarla.
La prossima volta che verrà, sarà sorpreso di non trovare né ciotola né gatta.
Se il paradiso esiste, io credo che ognuno ci troverà quello che ha amato di più in vita e in questo caso, il paradiso di Alice sarà un grande prato fiorito, immerso in un eterno tramonto infuocato. Ci saranno poltrone su cui farsi le unghie e letti su cui poltrire, nascosta da cuscini e trapunte.
E cosa più importante di tutte, ogni porta sarà sempre spalancata.

Filippo

2 commenti:

  1. Non dico niente...io ho vissuto con la mia gattina per 21 anni.

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  2. Penso che queste parole arrivino dritte al cuore.....anche di chi non ha mai vissuto con dei pelosetti, per chi ha avuto la fortuna di farlo sono il miglior ricordo di chi ha condiviso con noi un pezzo di vita con tanto amore e gratitudine.
    Ciao Alice!!!
    Cara Silvia, hai fatto bene a condividere....
    Un forte abbraccio

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