martedì 12 settembre 2017

Una stagione: l'estate (2017 - 3)

L'estate è agli sgoccioli, anzi possiamo dire che è proprio finita... con le perturbazioni che hanno investito il nostro paese negli ultimi giorni, la stagione del caldo e delle vacanze è già bella e archiviata, insieme ai costumi da bagno e ai teli da spiaggia riposti nell'armadio. Ecco allora, in extremis, alcune foto che hanno caratterizzato la mia estate... purtroppo l'afa terribile e la calura insopportabile me l'hanno resa poco godibile, anche stare in giardino non è stato frequente, cosicchè ho poche foto da mostrarvi... ma suvvia, non lamentiamoci, anche perchè ho perfino nuovi amici da presentarvi!




A inizio giugno mi immaginavo un'estate fatta di letture sotto gli alberi, sbiciclate tra i campi, pisolini sotto il cielo aperto in compagnia di Paciocca... invece ho potuto concretizzare ben poco di questi miei bucolici propositi, a causa della calura infernale che ha azzerato la voglia di fare e soprattutto la possibilità di stare all'aperto durante le ore diurne. Mi sono goduta poco anche il giardino: la cura delle piante si è ridotta ad una tabella di annaffiature più o meno regolari, per consentire loro di non morire per la siccità e l'afa. Ho combattuto (perdendo, lo ammetto) anche infestazioni di mosca bianca, che mi hanno quasi ucciso i miei amatissimi rododendri e l'uva spina. Con l'inizio di agosto, però, ho notato nuovi e ben più graditi ospiti sul finocchietto, pianta che avevo messo a dimora con la speranza di allevare ancora bruchi di macaone. Purtroppo di questa farfalla neppure l'ombra, in questi mesi, ma il finocchietto si è rivelato essere la pianta nutrice anche di altri insetti... tra cui la farfalla Sitochroa palealis. E così ho potuto assistere alla nascita, vita e miracoli di due "generazioni" di bruchi.


Questo bruchetto sembra imprigionato da una ragnatela... invece è la sua tela, per sorreggersi alla pianta!


Si tratta di piccoli bruchetti giallo-verdi, con macchiette nere, che hanno divorato anzitutto tutti i fiori del finocchietto!Contrariamente a quanto pensavo (immaginavo si nutrissero delle foglie), preferivano nettamente i fiori... e quando questi sono finiti, si sono dati alla "rosicchiatura" della parte esterna del fusto. In pratica, mi hanno scorticato il finocchietto! Altro dettaglio curioso è la loro capacità di tessere una specie di tela per ancorarsi meglio al finocchietto, sia nei momenti delle varie mute (e ho osservato che, contrariamente al macaone, questi non sembravano gradire di mangiarsi la vecchia "pelle"), sia semplicemente per papparsi più comodi la pianta. Al momento della crisalide questi simpatici ospiti diventano straordinariamente... rossi!!! La prima volta che ho osservato il fenomeno ho creduto che avessero preso un'insolazione, ma poi ho capito... e anzi, ho potuto seguire un bruco anche nella sua ricerca del "posto giusto" per compiere la metamorfosi: in questo caso, ha percorso diversi metri di prato prima di scavare un tunnel sotto terra, all'ombra di un pruno. Rinascerà come una farfallina forse poco appariscente, bianca e vellutata, dall'aspetto delicato.

Eccolo "arrossito"!

Appena sceso dal finocchietto, alla ricerca di un posto tranquillo...

Ed eccolo quando ha quasi già finito di interrarsi: sotto terra farà la sua crisalide, per rinascere farfalla.
Ecco l'esemplare adulto di Sitochroa palealis, fonte: Svdmolen su Wikipedia

A proposito di farfalle: per tutta quest'estate ho ammirato una pacifica "invasione" di altri lepidotteri che avevo notato ben poco prima di quest'anno. Non so se sia stata io ad aver "aperto gli occhi" solo ora, oppure se effettivamente quest'estate sia stata eccezionalmente proficua per le Polyommatus icarus, o "Argo/Icaro azzurro", piccole farfalline campestri che ho incontrato a frotte nel campo di grano tagliato. Si tratta di un lepidottero che si mimetizza alla perfezione tra piante, steli secchi e appunto il grano, poichè ad ali chiuse assume un color marroncino-beige perfettamente "tono su tono" rispetto al paesaggio. Invece, quando si alza in volo, la magia: rivela ali indaco, tra l'azzurrino e il violetto. Meravigliose! Invano ho cercato di fotografarle in volo... facendo osservazioni "sul campo" (è il caso di dirlo!) e documentandomi, ho scoperto che la versione indaco della farfalla è maschio, mentre la femmina presenta una livrea marroncina da ambo i lati delle ali.

La bellissima sfumatura indaco di quest' "argo" o "icaro" azzurro (Polyommatus icarus)






Concludiamo con qualche foto della mia Paciocca, che ha fatto altrettanto fatica a godersi l'estate a causa della troppa calura... ma qualche bel giretto nel campo di grano, così come qualche bel pisolino in giardino è riuscita a farseli comunque, senza troppi problemi!






E adesso che la stagione è già sensibilmente virata verso il freddo, la mia gatta ha già messo su un bel pellicciotto e la voglia di calduccio casalingo. Ciao estate, al prossimo anno!

3 commenti:

  1. Belle le tue foto e anche lo sviluppo della farfalla interessante.
    Io faccio un gioco fotografico settimanale se ti va di parteciparvi è ogni venerdì . Il regolamento lo trovi in colonna template....ciao e...miao!

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  2. Ciao Silvia, ho ammirato le tue belle foto e la dolce Paciocca ma...sono felice che l'estate ci stia lasciando ... sopporto sempre meno il gran caldo e amo l'autunno e i suoi colori, un abbraccio!
    Carmen

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  3. Ciao fotografie spettacolari e Paciocca è meravigliosa.

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