mercoledì 14 giugno 2017

Libri artistici sui gatti, per divertirsi e rilassarsi

Negli ultimi anni si stanno diffondendo molto gli album artistici per adulti: mandala da colorare, simmetrie da completare a proprio piacimento, albi con illustrazioni di arricchire, lasciando scorrere la matita sul foglio seguendo solo la propria fantasia. Un tempo queste attività venivano proposte soprattutto ai bambini (i famosi "album da colorare"), ma oggi si è capito che anche (e forse soprattutto) l'adulto stressato da una vita iper-strutturata, perennemente inquadrata in una serie di obblighi, scadenze e orari, può beneficiare di un'attività semplice, rilassante e libera come è il disegno artistico. Certo, non siamo tutti disegnatori! Ed ecco che allora ci vengono in aiuto non solo album già pronti da colorare (ovviamente a livello adulto), ma anche stimolanti taccuini che ci insegnano a disegnare, con pochi tratti di matita, splendidi fiori, animali realistici o stilizzati, oggetti d'uso quotidiano... fino a renderci autonomi nell'arte dello schizzo. Ovviamente, il mio blog non poteva esimersi dal presentare due di questi albi artistici, che ci danno ottimi spunti per diventare provetti disegnatori di gatti oppure pittori di musi felini che sembrano quasi mosaici!


"Il mio taccuino schizza gatti" di Gemma Correll è un irresistibile quaderno che vi farà prudere le mani, tanta sarà la voglia di impugnare subito la matita e disegnare gatti su gatti. Gatti realistici, gatti stilizzati, gatti impossibili, gatti tigrati e maculati, gatti ovunque, sempre e comunque. Oltre a darvi utili suggerimenti su come disegnare il nostro amato felino domestico nelle sue pose più caratteristiche, sarà senz'altro liberatorio e antistress immaginare e illustrare un animale così "zen" come è il gatto. Il taccuino è di dimensioni ridotte e potete portarlo dove volete: in spiaggia, in montagna, al parco pubblico, o semplicemente in casa vostra, per ritagliarvi un quarto d'ora di arte felina alla portata di tutti. E sono convinta che ci prenderete così gusto che, terminati gli esercizi del taccuino, non potrete più vivere senza un album su cui schizzare nuovi e ulteriori gatti!



"Gatti. 60 disegni geometrici che fanno le fusa" di Cetin C. Karaduman, è invece un albo più impegnativo e leggermente più "cerebrale", adatto alle persone che trovano intellettualmente stimolanti i puzzle, i mosaici e le simmetrie. L'album consiste in una serie di pagine con musi di gatti delle razze più caratteristiche, creati ad arte in maniera geometrica e suddivisi in tante, piccolissime porzioni numerate: seguendo le indicazioni numeriche sarà possibile colorare in maniera estremamente realistica e curata tutti i musetti miciosi, per un effetto finale davvero naturale e d'impatto! Il libro suggerisce, eventualmente, anche di approcciarsi ai disegni in maniera personale ed estrosa, mettendosi alla prova come pittori dopo un primo "allenamento" con le prime tavole.
Che ne dite? Vi ho stuzzicato la curiosità con questi due bellissimi libri? Si potrebbe approfittare delle prossime settimane di ferie per riprendere in mano matita e/o colori, scoprendo che in fondo tornare bambini non è difficile... e qualche volta fa così bene!

giovedì 8 giugno 2017

Dalla Francia con amore: la storia vera di Maud e Dinah!

Cari amici, oggi ho il piacere di raccontarvi una nuova storia d'amore felino e umano: è il racconto di vita vissuta di Filippo e le sue tre gatte, Alice, Dinah e Maud, tra l'Italia e la Francia. Non aggiungo altro, perchè scoprirete anche voi le doti di narratore di Filippo... e vi affezionerete subito alle sue meravigliose micie, tra avventure quotidiane, traslochi, rivoluzioni di vita e meravigliosi weekend in Borgogna. Buona lettura a tutti!

Maud e Dinah

ALICE
Alice fu raccolta, ancora piccolina, dalle ragazze che abitavano accanto al mio appartamento da studente, a Siena, nel lontano 1998. Fu presto chiaro che il desiderio delle giovani vicine di avere un gatto era poco più di un capriccio: se ne occupavano poco e male, dimendicandosi di comprarle da mangiare, di darle da bere, di farla entrare o di farla uscire, sgridandola quando combinava qualche (inevitabile) pasticcio. E cosi la micina, che era di una dolcezza infinita, scavalcava spesso la rete del giardino dove era spesso confinata, per atterrare in quello confinante, dove affacciava... la mia camera. Ovviamente io fui più che accogliente con la nuova arrivata e in poco tempo Alice divenne più "mia" che delle vicine: si stabilì definitivamente da me, mi accompagnava alla fermata dell'autobus quando andavo a lezione, la sera era li ad aspettarmi, dormiva ai piedi del mio letto... e sul mio letto partorì un'unica micina, Olivia, adottata in seguito dalla ragazza del mio conquilino. Il parto di Alice, conseguenza delle poche cure da parte delle vicine (che non erano state neanche sfiorate dall'ipotesi della sterilizzazione) fu l'evento che mi fece capitolare: d'ora in avanti, sarei stato responsabile di lei a tutti gli effetti, perché non potevo sopportare che esseri viventi innocenti subissero le conseguenze della superficialità umana. Alla fine dell'anno universitario, Alice venne con me ad Arezzo, mentre sua figlia Olivia se ne andò a vivere in Puglia con la ragazza del mio conquilino.


Ecco Alice, in tutta la sua morbidissima dolcezza!

Quando decisi di trasferirmi a Parigi, laureatomi nel 2003, Alice abitava con me e mia madre da ormai 5 anni. Per settimane mi interrogai sull'opportunità di portarla via con me o no, chiedendomi se si trattasse di egoismo o senso di responsabilità... e finendo per dirmi che imporle un viaggio così lungo, e in seguito un'esistenza che si preannunciava ricca di interrogativi (dove avrei abitato? con chi? che tipo di vita avrei avuto?), sarebbe stato solo egoismo. E cosi Alice rimase ad Arezzo da mia madre, dove è vissuta felice fino alla scorsa estate (18 anni), alternando inverni nell'appartamento in città e estati nella casa immersa tra le dolci colline toscane. Quando andavo a trovare mia madre dormiva con me, abbandonando la sua posizione notturna sul letto di mia madre. Se ne è andata l'estate scorsa, quietamente, come quietamente è vissuta al nostro fianco per diciotto anni, regalandoci amore, risate e dolcezza.


 


MAUD
Dopo questa introduzione nostalgica, ma necessaria, torniamo agli inizi della mia vita parigina, che fu, come previsto, piuttosto... caotica: tra i corsi del master universitario in giornata, il lavoro al ristorante la sera e ... il divertimento la notte (dopotutto, avevo 23 anni, mica ero a Parigi solo per studiare!!!), tempo per occuparmi in maniera corretta di un gatto proprio non c'era! All'epoca, dividevo casa e spese con un amico francese che passava più tempo di fronte al computer che a studiare, lavavamo i piatti quando quelli puliti erano finiti e ci riducevamo a mangiare gli avanzi del frigo perché la spesa era l'ultima delle preoccupazioni. Quale poteva essere il risultato di tutto questo se non... i topi in casa? E cosi fu: quando vidi un topo schizzare da sotto il divano a sotto il mobile attraverso il soggiorno, decisi che :
- le pulizie andavano fatte più spesso;
- era ora di mettersi a studiare seriamente per gli esami di fine anno;
- volevo un gatto, perché nulla come un gatto combatte il problema dei topi in maniera duratura e efficace.


Ecco Maud!

E cosi, tramite un'amica di un'amica della ragazza di Bastian, mio conquilino francese, Maud arrivò tra noi (Natacha, la ragazza di Bastian, contagiata dall'entusiasmo generale, adottò Opium, il fratellino di Maud). Inizialmente Maud doveva essere "la gatta della casa", ma ancora una volta, fu evidente che era la mia gatta, e che Bastian si limitava a giocarci un po' quando i videogiochi non lo distraevano troppo. Natacha e il suo Opium eranio spesso da noi, e cosi, tre giovani e due gattini si preparavano alla vita adulta nella Parigi dei primi anni 2000.
Intanto i miei buoni propositi avevano dato i loro frutti: gli esami del master alla Sorbona erano stati superati, e lo stage nella società di produzione TV si era trasformato nel mio primo lavoro, cosa che mi permetteva di :
- dire addio al lavoro serale nel ristorante italiano;
- avere più soldi;
- cercarmi un appartamento per conto mio.


Maud in treno!

In realtà ero stato un po' troppo ottimista (ah... la gioventù!) perché ci sono stati un po' di appartamenti, un po' di passaggi intermedi, altri conquilini, altri lavori in per altre produzioni TV (e anche un momentaneo ritorno alla casella "cameriere al ristorante") prima di approdare alla stabilità odierna, e prima che riuscissi a diventare proprietario, con un colpo di fortuna di cui ancor oggi mi stupisco, di questo piccolo ex-atelier nel cuore di Parigi, che affaccia su una corte alberata cosi propizia ai gatti che ogni abitante (o quasi) ne ha almeno uno. 



Ma in tutto questo, Maud è sempre stata con me: ha sopportato traslochi, coabitazioni con cani, altri gatti, domicilii temporanei, vacanze in ogni dove, con una calma stoica, chiedendo solo di essermi accanto. Con la sua voce possente e roca (la madre di Maud è una gatta siamese, e i siamesi sono dei gran chiacchieroni) fa capire benissimo cosa vuole e non vuole, dove le piace stare, chi sono le persone che approva e quelle che proprio non sopporta, ma la nostra amicizia non è mai stata messa in discussione: dove sono io, sta lei. Punto. E' una gatta straordinaria, i vicini la conoscono bene e dicono che ha "una forte personalità". La mattina si mette sulla soglia di casa e osserva chi va al lavoro, salutando a gran voce quando le si rivolge la parola. La macchia nera sul naso le dà un'espressione arcigna, un po' da persona anziana e inacidita, ma è una gatta dolcissima.



 

DINAH
L'arrivo di Dinah si collega ad un periodo molto triste: era il 2013 e mi stavo separando dal mio compagno di allora. Mi ricordo i pomeriggi e le sere passati in camera mia, disteso sul letto a guardare il soffitto, pensando a cosa fosse meglio fare e non fare: lascio? Non lascio? E se poi sto peggio? E se poi sto meglio? E se rimango solo? E se soffre per colpa mia? In questi momenti, per pensare ad altro e per rinfrescarmi le idee... guardavo su internet foto di gatti. C'è chi si rifugia nella droga, chi nell'alcool, chi nella pornografia, chi si dà ad acquisti smodati o mangia troppi dolci... Io guardo gattini su internet. C'è di peggio, no ?
E un giorno mi dissi: ma cosa c'è di più c’è di più bello, che mette più di buon umore, che solleva più il morale di… un micino?


Ed ecco Dinah!

E così, un po’ tanto per fare, scrissi ad un’associazione che si occupava del recupero di gatti randagi per sapere se avessero un micino disponibile. In realtà facendolo non ci credevo troppo (o sì?): mi dicevo che ci sarebbero state delle liste di attesa, delle selezioni... e due ore dopo, mi chiama una ragazza dell'associazione, che aveva in stallo da lei due micini neri, di cui uno già riservato, ma l'altro era disponibile.
Le spiegai dove vivevo (molte associazioni non affidano gattini se l'appartamento ha un accesso all'esterno), ma io spiegai le cose sinceramente: dissi che avevo scelto la mia casa anche perchè offriva alla mia gatta la possibilità di uscire in un ambiente protetto. Sono convinto che i gatti che hanno la tendenza ad allontanarsi sono spesso (ovviamente non è una regola) quelli che appartengono alle persone più ansiose: gli animali risentono moltissimo i notri stati d'animo, e di fronte ad un atteggiamento ansioso tendono a erigere barriere fisiche ed emotive. 



E così, una settimana dopo, Dinah fece il suo ingresso a casa nostra. Da subito, giurò a Maud un'amicizia eterna e infallibile, sentimento che Maud non era proprio disposta a condividere... Ma in capo a due settimane, la dolcezza di Dinah aveva conquistato anche lo spirito arcigno di Maud. Il suo carattere, timido e riservato, è all'opposto di quello di Maud: mentre Maud accoglie con entusiasmo ogni visitatore, Dinah si rifugia nell'armadio appena qualcuno bussa alla porta; la voce di Maud è quella di uno scaricatore di porto, Dinah ha una vocina flebile e delicata, che usa di rado; Maud considera tutti gli altri animali (cani, topi, farfalle, insetti...) come possibili partner di una conversazione interessante, Dinah è terrorizzata dai cani ma è una cacciatrice straordinaria. Il punto che le accomuna è l'affetto che hanno per me: mi seguono per tutta la casa e dormono con me ogni notte. 



Da due anni ho una casa in campagna, in Borgogna, a due ore da Parigi, dove trascorro i weekend e parte delle vacanze: inutile dire che neanche un momento ho pensato che le avrei lasciate a Parigi. Il venerdi sera partiamo in treno, tutti e tre, ognuna nel suo trasportino. In treno, Maud dorme sulle mie ginocchia ( o parla con gli altri passeggeri) , mentre Dinah, più paurosa, preferisce restare al sicuro nel cesto. Ma una volta arrivati a destinazione, entrambe hanno a disposizione un giardino e una vecchia, grande casa in cui correre e giocare, piena di nascondigli, travi e anfratti.
E' bellissimo vedere Dinah arrampicarsi su alberi e tetti, vederla mentre caccia topi e uccelli. E' bellissimo quando Maud mi segue in giro per il villaggio, ignorando con alterigia i cani che le abbaiano da dietro i portoni dei giardini. Quando vado a trovare i vicini, non è raro che Maud si presenti anche lei, ospite non invitata ma sempre gradita. 


Dinah sul tetto!

Ed ecco la storia delle mie gatte.
Sono gatte fortunate, credo, perché possono godere della natura e di tanta presenza umana, sempre scelta e mai imposta. 



     

Sono gatte fortunate, concludo io, soprattutto grazie al grande amore e alla dedizione di Filippo, con cui condividono una vita piena di esperienze e affetto autentico! Grazie Filippo per averci fatto conoscere la vostra storia e tante coccole per le tue gatte!

venerdì 2 giugno 2017

Green In Box: un prato di vera erba per cani e gatti, nel salotto di casa!

Oggi vi presento con grande piacere una brillante idea che potrà interessare le migliaia di cani e gatti d'appartamento, regalando loro l’occasione di poggiare le zampe su vera erba di prato! Spesso, guardando la mia Paciocca arrampicarsi sugli alberi, scorrazzare sul prato e annusare l’erba fresca, penso a quanto la vita tra le sola quattro mura possa essere limitante per un animale… ma d’altra parte l’alternativa sarebbe forse non adottare? Assolutamente no! E se i cani possono per fortuna beneficiare di regolari passeggiate all’aria aperta, che dire dei gatti d’appartamento, o ancora dei piccoli roditori da compagnia, addirittura confinati in gabbiette? Ebbene, più volte mi sono immaginata un’impossibile “stanza della natura” negli appartamenti di città, una camera con erba vera al posto della moquette e arbusti e alberi al posto del mobilio, con una finestra aperta sul cielo… certo, questa resterà per sempre una visione irrealizzabile, ma qualcuno ha avuto l’idea giusta per proporre qualcosa di simile: una porzione di prato vero, da porre direttamente nel vostro appartamento, affinché il vostro gatto o il vostro cane possano assaporare l’erba fresca tra le zampe, rotolarsi e addormentarsi su un piccolo prato. Parlo di GreenInBox: un rettangolo di vero prato erboso per animali domestici, coltivato da agricoltura sostenibile, che viene raccolto e in pochissime ore inscatolato e spedito, un prodotto naturale che  cani e gatti riconosceranno istintivamente!
Sono rimasta sinceramente folgorata dal progetto di GreenInBox, la trovo un’idea ingegnosa ma semplice per tutti quegli animali che hanno meno possibilità di Paciocca di godersi la natura in sicurezza… e così ho colto l’occasione per intervistare l’ideatore di GreenInBox, Luca.


Com'è nata questa semplice ma brillante idea?
GreenInBox è un prodotto molto giovane che è nato dall'unione del mio background assieme a quello di Enrico, amico e collega in questo progetto. Dopo aver conseguito la laurea in scienze ambientali ho iniziato ad occuparmi professionalmente di agricoltura ed ambiente... e così che ho appreso la parte tecnica che sta dietro a GreenInBox. La parte più fantasiosa invece la devo alle mie gattine, Loredana e Mirtilla, con le quali io e la mia ragazza condividiamo un appartamento. È infatti grazie alla loro "passione" nel rovesciare i vasi di fiori, nel distendersi sulle erbe aromatiche che teniamo sul balcone e nel rosicchiare il mio bonsai che ho riflettuto sulla loro istintiva voglia di verde... ed è questo punto che ho proposto ad Enrico, attentissimo produttore di prato in rotoli e di cereali biologici, di sviluppare assieme a me un prodotto utile a tutti gli animali che non possono avere accesso ad un giardino. Grazie anche al suo entusiasmo siamo riusciti in alcuni mesi a sviluppare GreenInBox, mantenendo i punti cardine della sostenibilità e della sicurezza degli animali: il nostro box infatti, nonostante sia riciclabile nella carta, è completamente impermeabile ed è interamente atossico e certificato per il settore alimentare. L'erba è infine trattata con un particolare prodotto biologico che contrasta l'insorgere di odori.


Quali animali possono beneficiare di Green in Box e in quali diversi modi?
GreenInBox può essere utilizzato da tutti gli animali domestici, inutile dire che in particolare i gatti ci fanno quello che preferiscono! A seconda di dove viene posizionato lo scelgono per usi diversi, quello più comune è l'utilizzo come una cuccia o come piccolo parco giochi, alcuni gatti invece lo utilizzano per farci la pipì, sopratutto se posizionato vicino alla lettiera, così come fanno normalmente i cani. Uno degli utilizzi consigliati di GreenInBox è per il training del cucciolo, ovvero per abituare subito il piccolo all'erba al posto delle antiestetiche traversine.
Per i gatti abbiamo sviluppato anche un GreenInBox speciale in cui aggiungiamo dell'estratto di foglie di Erba dei gatti, rigorosamente coltivata nel nostro orto, che rende la nostra scatola ancora più curiosa.



Trovo molto positiva la possibilità di usare GreenInBox anche per piccoli roditori, che non avrebbero davvero alcuna opportunità di esplorare un vero prato in sicurezza e senza stress. Ci sono già testimonianze di chi l'ha provato con criceti, porcellini d'india o coniglietti?
Certo! I piccoli roditori, viste le dimensioni, sono probabilmente quelli che riescono a godersi meglio la nostra erba, anche perché la gran parte di loro molto probabilmente non l'ha mai vista. Tra i nostri primi "tester" ci sono stati anche i due piccoli porcellini d'India di un'amica e la loro risposta è stata più che entusiasta! Tra i nostri clienti abbiamo anche dei coniglietti e una tartaruga, sono tutti molto felici. C'è anche un'altra testimonianza che mi piace raccontare: un gattino di circa sei mesi è stato appoggiato sulla nostra erba e si è spaventato tantissimo! Non conosceva la sensazione dell'erba sotto le zampe... dopo lo spavento iniziale si è però innamorato ed è diventata la sua cuccia preferita.


Quanto dura approssimativamente in appartamento una scatola di Green in Box? Esistono accortezze utili per prolungarne la durata?
GreenInBox, vista la sua natura, non ha una durata lunghissima, dura infatti dai 10 giorni in caso di utilizzo molto inteso fino al mese se utilizzato moderatamente. Per migliorare la durata della nostra erba è necessario che il terriccio rimanga umido, è quindi conveniente nebulizzare con acqua l'erba circa ogni due giorni, poi dipende molto dalla temperatura e da dove è stato posizionato il box.

La scatola dove può venire collocata? Meglio all'interno dell'appartamento o anche in terrazzo o balcone?
Può essere collocata sia all'interno che all'esterno, l'importante è che in estate non stia mai al sole diretto perché seccherebbe molto velocemente.


In quali misure è disponibile Green in Box e come può essere ordinata?
GreenInBox è disponibile in due misure, una 60x40 cm e l'altra XL di misura doppia. Per ridurre al minimo l'impatto la versione XL viene spedita un'unico Box di dimensioni 60×40 cm contenente due zolle d'erba. Sarà il coperchio della stessa scatola a trasformarsi, dopo aver adeguatamente disteso i due bordi, nella seconda parte della base su cui distendere le seconda zolla... spero di essere stato abbastanza chiaro, è molto più difficile da dire che da fare! In ogni caso trovate tutto illustrato sul nostro sito www.greeninbox.it su cui è anche possibile comperare i nostri prodotti.


Che ne pensate, non vi sembra un bellissimo progetto? La mia gatta Paciocca (la quale ha un intero giardino a disposizione) ha apprezzato curiosa l'erba di GreenInBox che - per la cronaca - è arrivata a casa mia più verde e più fresca del mio prato di fine maggio (e dopo una settimana, nonostante il caldo, è ancora in ottime condizioni)! In conclusione, ringrazio Luca per questa bella intervista e auguro al suo progetto un'ottima riuscita, perchè credo che meriti davvero e che possa arricchire la vita di tanti animali d'appartamento: non solo gatti e roditori, ma anche cani che per varie ragioni non hanno la possibilità di uscire con la necessaria frequenza. Luca è stato così gentile da mettere a disposizione un buono sconto per i lettori di Rumore di Fusa: basterà attivarlo inserendo nella pagina degli ordini il codice "rumoredifusa". E vi invito anche a visionare la galleria di foto sulla pagina FB di GreenInBox: potrete ammirare cani, mici e roditori sul loro praticello erboso, in appartamento!

domenica 28 maggio 2017

"Un mucchietto di peli" di Antonio Mazza

Scritto dalla buona penna del giornalista Antonio Mazza, "Un mucchietto di peli" è il titolo di questo libro su gatti e umani, tra sorrisi, vicissitudini curiose e qualche luccichio d'occhi. Ma il sapore che rimane al termine delle pagine, tra il dolce e l'amaro, è destinato a durare molto di più, perchè importanti e inaspettate sono le riflessioni generate da questa lettura. Ma andiamo con ordine. Tutto inizia quando l'autore si imbatte in una gatta randagia che partorisce quattro micette sul terrazzo condominiale. Un po' per istintiva simpatia per le micie, un po' per civico senso del dovere, il giornalista si prende cura di mamma e cucciolata finchè le gattine non sono svezzate, poi decide che è il momento di "piazzarle" perchè non è interessato - non ancora - ad avere animali domestici. Non riuscendo ad accasare tre delle giovani micie - già battezzate Patrizia, Licia e Isabella - l'autore le porta senza troppi pensieri al gattile: dopo tutto sono solo animali, si adatteranno e da lì qualcuno le adotterà. Ma quando, un mese dopo, per curiosità Antonio Mazza torna al gattile e si ritrova il trio felino miagolante e grato di rivederlo... qualcosa cambia all'improvviso nel cuore del giornalista: non sono "solo animali", bensì tre creature dotate di sentimenti propri, sensibilità specifiche, ricordi e speranze personali, speranze che ricadono proprio su di lui. E se le riporta a casa, iniziando con loro una meravigliosa convivenza, una storia d'amore durata 17 anni. 

La copertina del libro, edito da Francesco Ciolfi editore.

L'autore ci racconta le vicissitudini più curiose e simpatiche riguardanti Patrizia, Isabella e Licia: incidenti domestici e situazioni memorabili, vacanze in camper e quotidiane soddisfazioni date dalle tre gatte, ma soprattutto inizia a capire quanto ha sbagliato, per buona parte della sua vita, nel considerarli "solo animali". Certo, è quello che sono, ma non basta. Sono creature innocenti, disposte ad amarti senza filtri e senza preconcetti, incondizionatamente e per tutto il tempo che sarà loro concesso di vivere, qualcosa di speciale che tra esseri umani non è così immediato, nè così puro e semplice. Ed è questo a toccare profondamente l'autore, e noi lettori insieme a lui. 
Antonio Mazza riscopre, grazie al rapporto quotidiano e intimo con le sue gatte, la dimensione della tenerezza: le zampatine e i miagolii, le fusa e le serate in compagnia delle micie, il soffice peso sul letto e i rituali speciali condivisi con una gatta o con un'altra... qualcosa che risuona nell'animo umano, andando a toccare quelle corde profonde che, in un mondo abbruttito, iper-veloce e inaridito, spesso non hanno la possibilità di vibrare. E così l'autore giustamente sottotitola il libro "una scheggia di luce", perchè è come se il rapporto con le sue gatte gli avesse spalancato occhi e cuore su una realtà interiore dimenticata, sepolta o mai scoperta: possiamo essere persone migliori, ancora più umani, insieme e grazie agli animali non umani che ci amano.

L'autore con una delle sue tre micie.

Come tutte le storie più belle, anche quella di Antonio e delle sue tre gatte ha un termine: dolorosi, uno più dell'altro, sono gli addii che l'autore dovrà dare a Patrizia, Isabella e Licia. Ma le riflessioni scaturite dalla loro vita insieme sono preziose e uniche, nelle quali mi sono ritrovata moltissimo, forse il primo libro in assoluto che sappia spiegare a parole quell'illuminazione che ci viene donata dall'amore di un gatto. E concludo con un piccolo brano dal libro, che vi consiglio caldamente di leggere: "A questo proposito un conoscente mi osserva con fare ironico, massì, sono solo animali, dai. Non credo che abbia capito molto, anche se ha avuto cani e gatti li ha sempre considerati ospiti simpatici e divertenti, ma nulla più. Non si è lasciato coinvolgere nè li ha coinvolti, una ciotola di buon cibo, una carezza e via, il che va benissimo, e tuttavia significa restare in superficie e negarsi delle sensazioni anche dolorose (...) ma estremamente vitali. (...) In questa relazione dove non ci sono ombre, dove non c'è timore, ma solo abbandono gioioso, esce la parte migliore di te, quella ancora pulita (...). Questo privilegio mi è stato concesso da un tenero animaletto, il suo dono mi ha fatto comprendere di avere dentro di me una scheggia di luce, un punto ove converge l'infinito". (A.Mazza, Un mucchietto di peli, Francesco Ciolfi editore, pag. 31 e pagg. 80-81). E, per come la vedo io, è proprio in quel punto in noi dove converge l'infinito che resterà per sempre vivo - irraggiungibile da morte e tempo - l'amore dato e ricevuto.

domenica 21 maggio 2017

Una casa-famiglia per i mici speciali: il nostro sogno di "Casa Gledis"!

Cari amici, stasera vi rendo partecipi del più recente progetto della mia associazione "A Coda Alta"... oltre che festeggiare un altro anno di gestione del Gattile Comunale di Ferrara, ci stiamo infatti impegnando in una nuova impresa, nata dalle tante (troppe) emergenze di gatti disabili che ci troviamo ad affrontare. Che siano affetti da problemi neurologici o vittime di incidenti stradali, il nostro amato gattile è pieno di mici "speciali", che devono seguire una dieta specifica, oppure che necessitano della quotidiana manovra di spremitura della vescica, o al contrario gatti incontinenti o paralizzati... per questi mici l'adozione in famiglia è purtroppo un'ipotesi molto remota e non sempre in gattile riusciamo a prenderci cura al meglio di loro. E così è nata l'idea, prima semplice sogno e poi concreto progetto, di realizzare una nostra "casa-famiglia" per accogliere i gatti disabili, più bisognosi di cure costanti. Non un gattile, non un ricovero temporeaneo, non un rifugio, ma una vera e propria casa, dove questi mici possano sentirsi in famiglia. 

https://buonacausa.org/cause/casagledis

La nostra idea è quella di un ambiente domestico, dove i mici possano sentirsi veramente come se fossero in una casa, con volontari che si dedicano a loro e alle loro esigenze. Vorremmo acquistare un immobile da adibire a ciò, possibilmente con un piccolo terreno per creare uno spazio esterno per i mici dove possano stare anche all'aria aperta in totale sicurezza. Le idee su come sviluppare questo progetto sono tante ma manca la base: i fondi per acquistare l'immobile e, possibilmente, il terreno. Ed è per questo che abbiamo aperto la nostra pagina su  BuonaCausa.org, per chiedere di aiutarci, con le vostre donazioni, a far sì che questo progetto diventi realtà. Se lo diventerà, si chiamerà “Casa Gledis” in onore di Gledis, un meraviglioso micio disabile che è stato ospite del gattile e che da poco è venuto a mancare con nostro grande dolore. Gledis rimarrà sempre nei nostri cuori e siamo sicuri che lui sarebbe felice se i suoi amici disabili e in difficoltà avessero un posto interamente dedicato a loro. Non occorre neppure dire che la cifra che ci serve è importante, ma che ancora più importanti sono i piccoli gesti di solidarietà, perchè se ciascuno facesse anche pochissimo, il risultato finale e collettivo sarebbe enorme. Detto questo, spero di potervi dare in futuro buone notizie sull'effettiva realizzazione di "Casa Gledis"... e per ora buona domenica sera a tutti, grazie fin d'ora di cuore se deciderete di aiutarci!

sabato 13 maggio 2017

Cat-Litter Almonature: la super lettiera naturale!

Da qualche anno a questa parte stanno diffondendosi le lettiere biodegradabili ed ecologiche, smaltibili direttamente nel wc con gran beneficio dell'ambiente. Ricavate da materiali naturali, questi prodotti non hanno nulla da invidiare alle classiche lettiere minerali, anzi! Io mi sono convertita al loro uso fin da subito e ne ho provate di diversi tipi, marche e prezzi. Tutte mi hanno complessivamente soddisfatta e ammetto che, potendo la mia gatta beneficiare anche del giardino per evacuare i suoi bisogni, non mi sono mai fidelizzata ad un solo marchio: le ho trovate tutte più o meno assorbenti e inodori, tutte più o meno pulibili con facilità (scegliendo accuratamente quelle che "fanno la palla"), tutte abbastanza confortevoli per la mia gatta, anche se le più economiche hanno i granelli piuttosto grossi e ruvidi. E poi è arrivata la lettiera biodegradabile di Almonature, Cat-Litter.


Quando un'azienda come la Almo decide di immettere sul mercato un nuovo prodotto per i nostri animali, possiamo essere sicuri che sarà praticamente il meglio che potremmo volere. Cat-Litter è una lettiera completamente naturale, a base di fibre vegetali.
All'apertura del sacchetto mi sono trovata di fronte una sabbia dorata e leggera, pulita e finissima... messa nel contenitore, onestamente mi è parsa quasi una porzione di una spiaggia tropicale, anzichè una ben più prosaica lettiera per gatti. E ho pensato subito a quella battuta che si fa sul gatto che viene portato al mare e, di fronte alla spiaggia, esclama: "Caspita, questa sì che è una lettiera!".
Ecco, questa è stata anche la mia esclamazione di fronte a Cat-Litter! Ma all'utilizzo come si sarebbe rivelata? E Paciocca avrebbe condiviso il mio entusiasmo?


Risposta positiva ad entrambe le domande!
La sabbietta fine è davvero confortevole per le zampe di Paciocca, ma soprattutto sembra restare sempre pulita e inodore, perchè l'amido delle fibre vegetali ha un alto potere aggregante a contatto con i bisogni... oltre alla texture da sogno, il maggior pregio che ho apprezzato in questa lettiera è proprio la facilità con cui si può pulire: a contatto con Cat-Litter le evacuazioni formano velocemente un aggregato compatto, più piccolo rispetto alle "palle" delle altre lettiere. Inoltre ho notato che gli agglomerati non si attaccano al fondo della vaschetta, che resta pulita: un bel punto in più, rispetto alle sabbiette con le quali si deve "grattare" per rimuovere la parte sporca. Questo significa riuscire a pulire a perfezione la lettiera, sprecando al contempo molto meno prodotto (la sabbia pulita scivola via dalla paletta, non si incastra nei fori) e garantisce una durata molto soddisfacente. Se usato correttamente, un sacchetto di Cat-Litter dura un intero mese per gatto.

 
Volendo approfondire ancora (abbiate pazienza, qui si va sul raffinato...!): un altro pregio non indifferente di Cat-litter si ha anche con i bisogni solidi, in particolare se avete un gatto che soffre di periodica diarrea (come capita alla mia). La sabbietta "impana" le feci quel tanto che basta per isolarle dal resto della lettiera pulita, lasciando però completamente osservabile la forma (e quindi la consistenza) del "prodotto" felino. Senza voler scendere in ulteriori e scabrosi dettagli, è la prima e unica lettiera con cui posso monitorare così accuratamente la "qualità" delle evacuazioni della mia gatta, controllando così anche la sua salute intestinale. Se avete un gatto che soffre periodicamente di diarrea, saprete anche quanto è fondamentale accorgersi il prima possibile dell'evento, per regolare la dieta ed intervenire con i giusti accorgimenti. La particolare consistenza di Cat-Litter rende subito evidente l'eventuale mancanza di forma delle feci del gatto oppure se... la cacca "è bella" e possiamo stare tranquilli! ;-)

 

Ma veniamo ai consigli pratici per il miglior uso di Cat-Litter Almonature:
- E' sufficiente porre nella vaschetta uno strato di 2 cm di prodotto: anche con una quantità ridotta di lettiera, il suo potere agglomerante assicura comunque un'adeguata assorbenza. Ovviamente la sabbia va sempre ripristinata via via che la parte sporca viene eliminata.
- E' consigliabile disporre la vaschetta su un tappeto: se il micio potrà zampettare su un tappeto immediatamente fuori dalla lettiera, questo eviterà che la sabbietta più fine venga trasportata nell'ambiente. Cat-Litter infatti è così leggera che resterà catturata dalle fibre del tessuto, non appena il vostro adorato felide ci camminerà sopra uscendo dalla vaschetta.
- Gli agglomerati sporchi hanno dimensioni molto ridotte e possono essere gettati direttamente nel vostro wc (oppure smaltiti con i rifiuti umidi). Questo vale per ogni sabbietta biodegradabile, ma confesso che le lettiere vegetali più economiche, di solito a grana molto grossa, non mi sono mai azzardata a buttarle nel wc, temendo di intasare lo scarico... invece con Cat-Litter viene quasi spontaneo farlo, sia perchè gli agglomerati sono davvero piccoli, sia perchè la sabbietta vegetale è così fine da non dare alcuna preoccupazione (naturalmente non gettate mai l'intera lettiera nel wc, ma solo gli "scarti"!).
- Proprio in virtù della facilità con cui si pulisce, Cat-Litter non necessita di essere mai completamente rinnovata. Se si vuole lavare la vaschetta, lo strato di lettiera ancora pulito va tenuto da parte e riutilizzato insieme a nuova sabbietta, ma non è necessario gettarla tutta periodicamente (come invece si deve fare con lettiere i cui agglomerati sono meno compatti, perdenti frammenti che vanno a inquinare il resto della sabbia).


Quanto al prezzo? A mio parere va rapportato alla sua durevolezza e alla sua qualità, ma soprattutto alla comodità e igienicità superiori che Cat-Litter garantisce. Insomma, si tratta di una lettiera di alta qualità che farà felice non solo il vostro gatto, ma anche il vostro naso e le vostre mani alle prese con la quotidiana pulizia della vaschetta, rendendola un'operazione più veloce, più pulita e inodore. Può una lettiera fare tanta differenza? In questo caso, dopo averla provata per un paio di settimane, mi sento di rispondere davvero di sì e ve la consiglio senza dubbio (potete trovarla nei negozi specializzati o fare una ricerca sulla pagina Almonature). E, credete a me, già alla prima esperienza con Cat-Litter potrete quasi sentire il vostro gatto commentare: "Caspita, questa sì che è una lettiera!". Provare per credere.

sabato 6 maggio 2017

La frase del giorno: Michael Fox

L'amore per i gatti è parte dell'amore universale 
per tutte le creature e ci incita 
a un profondo rispetto per la natura. 
Dr. Michael Fox

Ino, micio in attesa di adozione al Gattile di Ferrara.

Quest'oggi condivido con voi questa bellissima e veritiera frase dell'esperto britannico di gatti (e non il quasi omonimo e celeberrimo attore!), con la quale vi auguro un buon fine settimana... un weekend all'insegna degli acquazzoni primaverili, almeno dalle mie parti, ma è un motivo in più per godersi il divano e le coccole con il proprio micio! In attesa di esplorare insieme, non appena tornerà il sole, il giardino e la natura che ci circonda... buon weekend a tutti!

lunedì 1 maggio 2017

Pet-supermarket: confrontiamo i prezzi della spesa per i nostri animali!

Cari amici, quanto vi costa il vostro amato animale domestico? La spesa mensile per il nostro amico a quattrozampe va fatta con oculatezza e ragionevolezza: non solo cibo di qualità, ma anche accessori, antiparassitari, lettiere, medicinali e altri vari articoli, che rischiano di far lievitare di molto il nostro scontrino. D'altra parte, lo sappiamo, per il nostro amico vorremmo sempre e solo il meglio, senza contare che quello che lui ci restituisce in termini di amore, allegria e compagnia quotidiana, davvero non ha prezzo! Eppure un occhio sulla spesa dobbiamo sempre tenerlo... ed ecco che, accanto a supermercati e negozi specializzati, si sono diffusi anche negozi di e-commerce con sconti promettenti. Sono certa che molti di voi si riforniscono già on-line per comprare cibo e crocchette, oppure acquistano antiparassitari e accessori, magari approfittando di promozioni particolari. Ma come possiamo essere sicuri di star comprando l'articolo migliore al prezzo migliore? 


Per rispondere a questa domanda, doverosa nell'ottica di un acquisto consapevole, è nato www.pet-supermarket.it: un portale che ci aiuta a scoprire il prezzo migliore di tutto ciò che è necessario per la cura e il benessere dei nostri animali domestici, attualmente a disposizione sul mercato italiano on-line. Si tratta infatti di un vero e proprio comparatore di prezzi, dedicato esclusivamente a cibo e accessori per cani, gatti, piccoli roditori, acquaristica, cavalli e rettili. Quotidianamente lo staff di Pet-supermarket aggiorna e integra i prezzi di circa 80 mila prodotti, da più di 20 pet-shop online, per facilitare l’utente nella ricerca del miglior prezzo per l'articolo desiderato. Il portale è ben navigabile ed intuitivo, diviso in sezioni per ogni tipo di animale, oppure secondo ricerca libera del proprio prodotto preferito. In sostanza, se siete alla ricerca di crocchette per il vostro micio della marca "X", vi basterà fare una ricerca su Pet-supermarket per avere il confronto dei prezzi sul mercato di quel prodotto, nei vari pet-shop on-line. Sarete così in grado di scegliere l'offerta migliore e, con un semplice click, sarete re-indirizzati immediatamente sul sito del pet-shop più conveniente.

Tratta da www.pet-supermarket.it

L'idea di Pet-supermarket è semplice ma estremamente efficace, nata dall'intuito di un un team di ragazzi appassionati di animali, che hanno deciso di lanciare un progetto che fosse utile per il benessere dei pets ma anche per le tasche dei loro compagni umani. Che ne dite, non vi sembra un progetto intelligente e necessario? Senza contare che Pet-supermarket è navigabile con facilità anche da smartphone... e potreste perfino consultarlo mentre siete a fare la spesa al supermercato, per togliervi ogni dubbio sull'effettiva convenienza di un'offerta. 
Parallelamente al portale di confronto prezzi, che è on-line da circa un anno, Pet-supermarket ha aperto di recente un blog dedicato alla cura e al benessere del mondo degli animali domestici e ben presto la redazione avvierà anche collaborazioni con i produttori, in modo tale da avere voci e consigli ufficiali sulla salute dei nostri pets. Che dirvi, vi consiglio certamente di darci un'occhiata e soprattutto... consultate sempre Pet-supermarket prima di ogni acquisto on-line, vi conviene! ;-)

mercoledì 26 aprile 2017

Aria di primavera (2017 - 2)

Aprile corre ormai verso la sua conclusione, volato anche lui in un batter d'occhio, tra giornate di sole splendente e sorprendenti temperature da maggio inoltrato... solo il sabato di Pasqua il tempo si è rotto e, da allora, il caldo arriva solo nelle ore centrali della giornata, alternandosi ad albe fredde, mattinate nuvolose e ventose, serate umide. Proprio ora il cielo cova una luce temporalesca, l'aria è piena di umidità e la temperatura non è certo mite. Il giardino è tutto un fiore ed è uno spettacolo rasserenante, al di là del sole o della pioggia... Tra fiori coltivati e fiori spontanei c'è solo l'imbarazzo della scelta: è un tripudio di colori e profumi, forme e consistenze.








Anche i campi di grano crescono rigogliosi e Paciocca ne approfitta per tuffarvici in mezzo. Scovarla è quasi un gioco, dal momento che per fortuna è ben visibile tra l'erba, ma lei è convinta di diventare invisibile non appena si infila tra le verdi piantine... sapesse...





Aprile e le sue belle giornate di sole mi hanno dato modo di fare diversi lavoretti in giardino, anche di portare fuori tutte le piante d'appartamento che, con il freddo, tengo in casa. Nonostante ci sia ancora tutto maggio, mi rendo conto di essere già proiettata verso l'estate e, nei giorni scorsi, il caldo improvviso (ed eccessivo) mi ha dato ancora più l'impressione che la prossima stagione sia dietro l'angolo. Ma poi arrivano le giornate grigie e cupe come oggi, e allora dopo un giro in giardino viene proprio voglia di tornare in casa e bere qualcosa di caldo...


Com'era infatti il proverbio? "D'aprile non ti scoprire, di maggio non ti fidare, di giugno fa quel che ti pare". Eh sì, la primavera, in fondo, non è neppure a metà! E il vostro aprile come è andato?

sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua!

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. 
Susanna Tamaro

Pecore e agnelli nel sottomura di Ferrara: sono tornate anche quest'anno!
Ancora una volta, come già qualche anno fa, prendo in prestito le parole di Susanna Tamaro per augurarvi buona Pasqua! E vi suggerisco nel frattempo un interessante articolo del Fatto Quotidiano, a proposito del "tradizionale" massacro degli agnelli in occasione di questa festività. La sensibilità degli italiani per fortuna sta cambiando e il consumo di carne d'agnello diminuisce ad ogni nuova Pasqua, anche se non mancano polemiche, strumentalizzazioni e banalizzazioni attorno a queste tematiche. Possiamo domandarci se è giusto continuare a mangiare maiale e manzo, risparmiando un agnellino di poche settimane; possiamo chiederci anche se è giusto boicottare il lavoro (o almeno una sua parte) dei pastori italiani; possiamo altrettanto riflettere sui tempi che cambiano e le tradizioni che vale la pena conservare. Per come la vedo io, abbraccio in pieno il pensiero espresso dall'articolo: il mondo è cambiato, così come la nostra alimentazione e sta trasformandosi anche la nostra sensibilità, i mestieri si adeguano pur sempre alle richieste del mercato e non è sacrilegio pensare di risparmiare la vita di creature venute al mondo da pochi giorni. Che poi questo non conduca immediatamente ad abbracciare una dieta interamente vegetariana, è pur sempre qualcosa, è pur sempre un inizio. Non credete anche voi? Buona Pasqua a tutti!

giovedì 6 aprile 2017

"L'ombra del gattopardo" di Giuseppe Festa

Ormai lo sapete, adoro la penna di Giuseppe Festa, già autore de "Il passaggio dell'orso" e "La luna è dei lupi". I suoi romanzi sono tutti ambientati in Italia, nella nostra natura meravigliosa che tanto spesso sottostimiamo proprio in quanto così vicina, pensando che l'Amazzonia da salvare si trovi - appunto - solo in Amazzonia. In realtà esistono tante piccole Amazzonie proprio qui in Italia, e Giuseppe Festa ce lo ricorda con storie semplici, lineari, credibili, ma anche toccanti, emozionanti e poetiche. Come già per le vicende narrate ne "Il passaggio dell'orso", anche in questo caso lo scenario è il Parco Nazionale d'Abruzzo, ma protagonista indiscusso del libro non è necessariamente un animale, piuttosto un mistero da chiarire: tutto ruota attorno alla mitologica figura del "gattopardo" o "lupo cerviero", felino selvatico leggendario che abiterebbe da secoli i boschi abruzzesi, senza essersi mai fatto avvistare abbastanza chiaramente da uscire dai detti popolari, per entrare a pieno diritto nella scienza. E così, quando si iniziano a rinvenire macabri ritrovamenti di animali sbranati e decapitati, insieme ad alcune orme fresche di un felino di grossa taglia, l'impossibilità di spiegare gli accadimenti e una buona dose di suggestione portano i responsabili del Parco ad avviare una caccia (fotografica) al gattopardo, tra perlustrazioni nel bosco e ricerche nelle credenze popolari.



Le vicende proseguono veloci, tra gli scenari mozzafiato della nostra bellissima Italia e i paesaggi solitari, quasi alieni, della Finlandia, dove uno dei protagonisti si reca per fare pratica di fotografia naturalistica. L'idea sarebbe infatti di appostarsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo per scattare una foto al felino imprendibile e dimostrare così la sua esistenza, avviando quindi una seria ricerca scientifica su di esso. Ma il gattopardo esiste davvero o è solo una leggenda? E gli orrori dei quali viene considerato responsabile saranno davvero suoi, o piuttosto è diventato un capro espiatorio per vicende di ben diversa natura? 
Il lettore sa che il gattopardo esiste davvero, e anzi si tratta di una "gattoparda" con cucciolata al seguito, per la quale caccia ed uccide le sue prede: per tutto il libro quindi, sappiamo che la felina può essere rintracciata davvero. Eppure non riusciamo a provare un reale desiderio che il gattopardo possa essere trovato, nonostante la ferinità delle sue azioni, così cruente  ma anche così giuste e appropriate, in una natura selvatica. E alla resa dei conti, a fronte di una natura da tutelare e un'ambizione umana che spesso non conosce limiti, il libro risolve tutti gli interrogativi tranne uno, il più importante: il gattopardo resterà nell'ombra, resterà mistero, resterà al sicuro. Una storia meravigliosa, ancora una volta. Grazie Giuseppe Festa.

sabato 1 aprile 2017

Manuale di istruzioni per il tuo gatto!

Buon primo aprile! Oggi, per rispettare lo spirito goliardico che tradizionalmente dovrebbe animare questa giornata, ho pensato di proporvi un video tutto scherzoso dedicato al nostro simpatico felino domestico. "Manuale di istruzioni per il tuo gatto" infatti è un piccolo condensato di battute ma anche grandi verità su com'è la vita con un micio...  tra gioie, contraddizioni e qualche inevitabile difficoltà!


Che ne dite, possiamo considerarlo un inoffensivo "pesce d'aprile" per i noi e i nostri gatti? In ogni caso, buon inizio di aprile a tutti e buon fine settimana!

mercoledì 29 marzo 2017

Adottare animali a beneficio dei propri bambini: una scelta su cui riflettere

I tempi cambiano, le idee mutano e così anche le consuetudini nel nostro rapporto con gli animali domestici, nel bene e nel male. Circa venticinque anni fa ricordo ancora mia madre che, alle mie richieste da bambina sull'adottare un gatto, mi rispondeva "No, sporca troppo" (naturalmente poi abbiamo adottato più di un gatto, in barba alle sue scuse). Conosco famiglie che per anni hanno evitato di accogliere un micio, per timore che questo fosse fonte di germi o allergie per i bambini; oppure casi in cui, dopo aver introdotto un gatto nel nucleo famigliare, questo non fosse poi ammesso in casa proprio in quanto considerato "sporco" e veicolo di microbi. Negli ultimi decenni queste convinzioni sono mutate radicalmente e anzi, dopo un periodo di vera e propria demonizzazione del cane e del gatto quali fonti di potenziale pericolo, germi e sporcizia, si è passati forse all'estremo opposto. Oggi i cani dormono con noi nella nostra camera da letto e i gatti zampettano tranquillamente sui ripiani della nostra cucina: è sparita completamente la preoccupazione per la loro "sporcizia" e si è passati alla visione dell' "animale-vaccino", soprattutto in relazione a bambini piccoli e piccolissimi. Secondo alcuni studi infatti, tenere un cane o un gatto stimolerebbe in modo blando il sistema immunitario e preserverebbe così dallo sviluppare le allergie, in particolare in certe fasi dello sviluppo. E da qui siamo passati quindi a tutta una corrente di pensiero che vede il cane o il gatto adottati quasi solo per questo scopo: "perchè fanno bene" al neonato o al bambino, così come a noi. 


Ma è giusto adottare un animale in virtù di queste sue "potenzialità terapeutiche"? Ovviamente la risposta che mi sento di dare è, almeno parzialmente, negativa: non dovrebbe essere la motivazione primaria che porta una famiglia a visitare un gattile o un canile. Oltre alle ragioni più marcatamente sanitarie, ci sono poi altri motivi vagamente "di moda" che inducono una famiglia ad adottare un animale sempre "per il bene del pargolo": la presenza di un animale da compagnia sarebbe infatti importantissima per le future relazioni del bambino, il quale imparando a rapportarsi con un cane o un gatto, svilupperebbe intanto empatia, sensibilità e apertura mentale. Il che è tutto vero, naturalmente, ma andrebbero fatte alcune precisazioni in merito, per evitare di scadere in una pericolosa filosofia spicciola: non basta adottare un cane o un gatto perchè il bambino cresca magicamente empatico, rispettoso e mentalmente aperto agli altri, anzi. Adottare animali in presenza di bambini piccoli e molto piccoli implica piuttosto un serio (e meraviglioso, intendiamoci) "lavoro" con il bambino, affinchè questo non consideri istintivamente il cane o il gatto l'ennesimo gioco a sua disposizione, ma un'altra creatura con cui costruire una relazione di rispetto, affetto, complicità e responsabilità. Affiancare un animale domestico a un bambino piccolo, senza poi curarsi di "educare" il loro rapporto, potrebbe invece implicare spiacevolissime sorprese per il piccolo umano, ma anche stress quotidiano per l'animale. Consideriamo infatti che i bambini (in particolare tra i 3 e i 5 anni) possono avere comportamenti imprevedibili e sono sicuramente inconsapevoli delle esigenze reali di un animale domestico, in particolare del gatto, molto più "lunatico", indipendente e istintivo del cane. Ci vuole quindi buon senso nell'adozione e tempo a disposizione per curare i rapporti all'interno della propria famiglia "allargata", per tutelare il bene sia dei bambini che degli animali. 


Possiamo trovare molte ragioni, purtroppo non sempre valide, per scegliere di adottare un cane o un gatto: perchè ci regala affetto e gioia, perchè "fa bene" alla salute, perchè "educa" al rapporto con l'altro, perchè ci riempie una casa che sarebbe diversamente troppo vuota, perchè abbiamo bisogno di una novità nella nostra quotidianità. Ma la verità è che adottare un animale domestico deve essere una scelta dettata prima di tutto da consapevolezza e amore, in tutte le sue sfaccettature: e per questo occorre valutare la nostra famiglia e le sue possibilità di accogliere/gestire positivamente un membro "non umano". Questo vale in tutti i casi, ma ancora di più se si hanno bambini piccoli o situazioni particolari che richiedono da parte nostra cura e attenzione. La compagnia di un cane o di un gatto nella nostra vita dà innegabilmente benefici impagabili: affetto spontaneo e genuino, la sensazione piacevole data dal prenderci cura di qualcuno che ci ama e a suo modo si prende cura di noi. Vedere bambini e animali crescere insieme è meraviglioso e la presenza di un cane o un gatto in famiglia arricchisce moltissimo qualsiasi infanzia, ma non dobbiamo pensare che il rapporto spontaneo tra animali e bambini non richieda attenzione da parte nostra. Non è scontato che l'animale sia perennemente disposto ad accettare pazientemente e senza conseguenze le eventuali situazioni stressanti nella vita famigliare, così come non dobbiamo farci l'idea dell'animale come "panacea" per i nostri figli. Occorre equilibrio, consapevolezza, responsabilità, come in ogni buona scelta di vita. Altrimenti l'esperienza potrebbe rivelarsi controproducente per noi, per i nostri famigliari umani e per gli animali.

sabato 25 marzo 2017

Aria di primavera (2017 - 1)

Ufficialmente è il primo weekend di primavera, ma le temperature sono così alte che sembra di essere un mese avanti rispetto al calendario! I prati sono punteggiati di margherite, violette, “occhi della Madonna” e tanti altri fiorellini spontanei… gli alberi da frutto sono dei veri e propri bouquet, totem floreali che richiamano a danzare attorno a loro api e bombi… gli uccellini indaffarati riempiono di cinguettii l’aria, mentre i raggi del sole scaldano di nuovo...





I bulbi stanno sbocciando uno dopo l’altro: ormai sono già sfioriti i narcisi, è il turno di mughetti e giacinti, ma si allungano sempre di più anche gli iris, per il prossimo maggio. Io attendo speranzosa che spuntino anche gli amarillys che ho messo a dimora in autunno, sono tra i miei fiori preferiti e spero che mi diano una spettacolare fioritura per il mio compleanno. 





Nel frattempo, con l’arrivo della bella stagione tornano anche i lavori in giardino: piantare nuove piante, seminarne altre, tagliare l’erba che sta già crescendo rigogliosa. Solo gli alberi, in tutto questo tripudio di gemme, boccioli e petali, se la stanno prendendo comoda: che diffidino di questa primavera dirompente e temano un colpo di coda del freddo? Il loro verdeggiare è ancora un po’ indietro, ma sono convinta che tra una sola settimana i giardini prenderanno tutte le sfumature più smeraldine, tra foglie e foglioline appena spuntate. 






Paciocca si gode il sole, la campagna e il giardinaggio in compagnia: si vede quanto anche i gatti amino la bella stagione! E inizia già a perdere il pelo… quanto a me, vivo sempre il passaggio tra inverno e primavera con un po’ di indolenza, che talvolta diventa vera e propria spossatezza psicofisica: dormirei sempre e anche le comuni azioni quotidiane mi paiono più faticose del normale! Figuriamoci quindi il blog, che mi piacerebbe fosse aggiornato con più assiduità e impeto: resta invece una delle ultime (pur sempre piacevoli) cose da fare, al termine della settimana. 



Questo primo fine settimana di primavera vede anche il ritorno dell’ora legale: questa notte si dorme un’ora in meno (povera me!). Concludo questo post con una bella citazione di Fabrizio Caramagna dedicato a questa nuova stagione appena iniziata: "Questo mi dice un campo luminoso di primavera: semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità".
Buona primavera a tutti!